Terremoto, Di Venanzio (Unindustria): Ricostruzione ancora al palo, il 2020 sia l’anno in cui si passa dalle parole ai fatti

Dic 30, 2019

“Quello che sta per concludersi è stato un anno dove, per le zone colpite dal terremoto del 2016, non si intravede ancora nessuna prospettiva di ricostruzione, nonostante lo sforzo e la preparazione degli enti che, a livello locale, gestiscono il post sisma. A parte la rimozione delle macerie poco ancora si vede, specie in termini di ricostruzione privata”. Dichiara Alessandro Di Venanzio, Presidente Unindustria Rieti.

“Abbiamo visto tante slides, ascoltato tanti proclami ed assistito a numerose passerelle, ma poi alle parole non sono seguiti i fatti: la disgrazia del terremoto poteva essere un’opportunità per creare sviluppo e occupazione, ma così non è stato. Sappiamo che le risorse per le opere pubbliche sono state stanziate, ma fino ad ora le procedure complesse hanno rappresentato un freno: serve sicuramente più semplificazione, occorre sburocratizzare i processi, vanno coinvolti di più i sindaci che in questi anni hanno fatto un lavoro straordinario, ascoltando sempre le esigenze delle imprese e dei cittadini.

In merito alla ricostruzione privata, invece, per primi abbiamo denunciato il sistema dei Cas (Contributi autonoma sistemazione): vorremmo più chiarezza su questo aspetto e sapere quanti soldi sono stati spesi. Un po’ di luce, sia in merito alla ricostruzione pubblica che in quella privata, sembrerebbe arrivare dal nuovo Decreto Sisma approvato lo scorso 11 dicembre: però per emettere un giudizio definitivo aspettiamo l’applicazione pratica delle norme, perché visto come è andata la ricostruzione in questi anni essere ottimisti è davvero difficile. Speriamo con tutte le nostre forze di essere smentiti dai fatti”.

“Più in generale per l’economia del territorio serve dar seguito a quelle promesse che da troppo tempo frenano la crescita e impediscono la creazione di nuovi posti di lavoro e il mio pensiero va a chi non ha ancora trovato una collocazione. Mi riferisco in primo luogo alla mancanza di infrastrutture: la nostra provincia, all’interno della Regione, è sicuramente quella che più ne soffre. Penso al raddoppio della Salaria e ad un collegamento ferroviario degno di questo nome. Nonostante queste condizioni oggettivamente difficili, tuttavia alcune aziende non hanno rinunciato ad investire perché gli imprenditori credono fortemente in questo territorio e ne riconoscono tutte le qualità.

Ci sono aziende, solo per fare degli esempi, che sono una grande dimostrazione di resilienza, come il salumificio Sano ad Accumuli, il caseificio Petrucci ad Amatrice, il birrificio Alta Quota a Cittareale che hanno mantenuto e laddove possibile incrementato gli occupati. Anche nel nucleo industriale di Rieti altre aziende vincono le sfide dei mercati, Senza dimenticare l’insediamento di una nuova azienda del Gruppo Ibm che, grazie alla sinergia con Ministero dello Sviluppo economico e Regione Lazio, ha portato occupazione per 113 persone. Siamo fiduciosi poi in merito ad alcune vertenze sindacali aperte, che con lo spirito giusto si potrebbero risolvere con esito positivo entro i primi mesi del nuovo anno.

Peraltro il nostro territorio ha visto confermata la sua attrattività, come dimostrano il riconoscimento di Rieti come “Città europea per lo sport per il 2021” e l’assegnazione al lago del Salto dei mondiali di wakeboard. Si tratta di due eventi che porteranno nel territorio visibilità, crescita economica e un numero di persone molto significativo tra atleti e turisti. Insomma, nonostante le tante difficoltà il sistema imprenditoriale guarda al 2020 con ottimismo, auspicando che il nuovo anno possa portare finalmente all’avvio della ricostruzione e a creare le condizioni per favorire sviluppo e occupazione”.

Fonte: rietinvetrina.it