Di Venanzio: Università in centro e per il territorio

Feb 15, 2019

Università in centro da sostenere,ma la formazione deve mirare alle esigenze del territorio. Un percorso che segni discontinuità con il recente passato, ma che valorizzi le risorse anche umane del territorio è la strada che il presidente di Unindustria Rieti, Alessandro Di Venanzio, indica per un effettivo rilancio del Reatino. I nodi da sciogliere sono, drammaticamente, gli stessi da tempo. «Si può dire che sia cambiato il maestro, ma la musica sia sempre la stessa – osserva Di Venanzio – a partire dalla Salaria. Si susseguono progetti, slides, promesse, ma finora nessun intervento per una strada divenuta sempre più pericolosa». L’altro tema centrale per lo sviluppo del territorio è la formazione. Sinonimo di università, ma non solo. «Una università crea indotto in diversi settori – osserva Di Venanzio – e collocata nel centro storico garantirebbe quella vitalità oggi assente. Il nostro sostegno ci potrà essere, ma con facoltà mirate, definite sulla base delle esigenze del territorio. Il vero riferimento deve essere il modello Merloni, dove già dalla prima media comincia la formazione degli studenti sulla base delle caratteristiche della zona in cui vivono. Vogliamo inoltre investire in un Its (Istituto tecnico specializzato),che possa formare i giovani su ciò che realmente è utile per il territorio: come Unindustria lo abbiamo già lanciato a Frosinone, hanno partecipato anche aziende di Latina. L’Its è la strada maestra per far incontrare domanda e offerta di lavoro e rendere attrattivo un territorio: se cresce il territorio, prospera anche l’impresa». La ricostruzione post sisma procede, sotto diversi aspetti, a rilento. «Spesso non si riescono a spendere i soldi stanziati – afferma il presidente di Unindustria Rieti – ma, oltre ai fondi, serve una cabina di regia unica e una maggiore autonomia alle autorità locali, più a conoscenza del territorio. Stiamo creando una Ati, associazione temporanea di imprese, per interfacciarci direttamente con il Governo, accedere ai bandi, altrimenti appannaggio di grandi gruppi». C’è poi il nuovo assetto, unitario, del Consorzio industriale. «Una soluzione condivisibile, ma non nella scelta di un commissario esterno al territorio – precisa Di Venanzio. – Ci sono stati progetti di aziende locali non approvati e il risultato è che alcune attività si sono allontanate mentre altre hanno dovuto immettere loro stesse altri fondi per garantire il livello occupazionale. La settimana prossima, la Phoenix amplierà parzialmente i suoi spazi, ma i sacrifici sono stati molti».
Formazione mirata al territorio
E una cabina di regia, esterna alla politica, viene indicata per la valorizzazione del Cammino di Francesco. «Il modello – ricorda Di Venanzio – è l’Umbria, dove esiste una rete ricettiva e infrastrutturale ben sviluppata». Oggi, in Comune, un tavolo sulle vertenze aperte al Mise. «I sindacati fanno il loro mestiere e li rispetto – conclude -ma al di là del rallentamento europeo e mondiale dobbiamo fare i conti con i problemi strutturali italiani: lo stato delle nostre infrastrutture, l’energia che costa il 30% in più, una pressione fiscale esagerata: nonostante questi handicap restiamo la seconda manifattura d’Europa. È sbagliato illudere con falsi investimenti, ma occorre puntare sulla formazione collegata al territorio, sia come Its che come Università. E’ importante dare fiducia alle imprese che restano,mantengono l’occupazione, investono. Scelte, fondi devono non tutelare interessi politici, ma del territorio, delle imprese d’eccellenza che, nel Reatino, ottengono buoni risultati».

Luca Brugnara
Fonte: Il Messaggero (Venerdì 15 Febbraio 2019)

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